Per anni i fiori artificiali sono stati sinonimo di plastica lucida e colori impossibili. Le sete di oggi sono un’altra cosa, e in certe situazioni sono la scelta più sensata anche per chi ama i fiori veri.
Dove la seta vince
Le vetrine esposte al sole sono il caso più chiaro. Dietro un vetro a mezzogiorno un fiore reciso dura un giorno, e nemmeno intero.
Le seconde case, dove non c’è nessuno a cambiare l’acqua per settimane. Gli uffici che chiudono nel fine settimana. Le tombe lontane, dove si passa una volta al mese.
E le case con animali che rovesciano i vasi, o con bambini piccoli che tirano tutto quello che raggiungono.
Le allergie
Chi è allergico ai pollini spesso rinuncia del tutto ai fiori in casa. Le composizioni artificiali risolvono il problema senza compromessi, e per molte persone sono l’unico modo di avere fiori in camera da letto.
Vale anche per chi sta accanto a un malato in convalescenza, dove il profumo forte di un giglio dà fastidio più che piacere.
Come si riconosce una seta buona
La differenza sta in tre dettagli, e una volta che li conosci non riesci più a non vederli.
Il primo è il gambo. Le composizioni scadenti hanno steli di plastica verde uniforme, quelle buone hanno gambi rivestiti con texture e sfumature, spesso con piccole imperfezioni volute.
Il secondo sono le sfumature del petalo. Un fiore vero non ha mai un colore piatto: ha il centro più chiaro, i bordi più intensi, venature visibili. Le sete di qualità riproducono questo.
Il terzo è la disposizione. Un mazzo artificiale disposto con simmetria perfetta si smaschera da solo. Quelli fatti bene hanno steli di lunghezze diverse e qualche fiore leggermente girato.
Cosa la seta non può fare
Non profuma, e per molte persone metà del piacere di avere fiori in casa è quello.
Non cambia. Un mazzo fresco si apre nei giorni, i boccioli diventano fiori, e guardarlo trasformarsi fa parte dell’esperienza. Una composizione artificiale è identica il primo giorno e il millesimo.
E in un regalo dice una cosa diversa. Un mazzo fresco è un gesto che scade, e proprio per questo comunica che hai speso qualcosa di effimero per quella persona.
Le nostre composizioni in seta
Lavoriamo la seta come lavoriamo i fiori veri, con le stesse regole di proporzione e di disposizione. Il centrotavola con cilindro in vetro nasce per le tavole che si apparecchiano più volte l’anno.
La composizione con orchidee è quella che consegniamo più spesso per gli uffici, dove nessuno ha tempo di annaffiare.
Il libro fiorito e la peonia in seta sono pensati per stare in casa tutto l’anno.
La manutenzione, che esiste anche qui
La polvere è il nemico delle composizioni artificiali. Si accumula sui petali e in controluce si vede benissimo, togliendo alla seta esattamente quella naturalezza per cui la si è scelta.
Si toglie con un pennello morbido o con un getto d’aria fredda del phon. Alcune sete si possono lavare con acqua tiepida, altre no, e conviene chiedere al momento dell’acquisto.
Il sole diretto scolorisce anche la seta, più lentamente dei fiori veri ma in modo permanente. Una composizione in una vetrina a sud perde colore nel giro di qualche anno.
La soluzione mista
Molte persone usano entrambe le cose senza scegliere. La seta per i posti difficili e per il fondo dell’anno, i fiori freschi per le occasioni e per i mesi in cui si sta più in casa.
È la scelta più pratica e nessuno la considera un compromesso.
Le composizioni in seta le costruiamo su misura, anche riprendendo la forma di un mazzo fresco che ti è piaciuto. Chiama il 340 571 8094 o passa in laboratorio a Piovà Massaia.
Guarda le composizioni in seta.
