Laurea: perché l’alloro, e cosa gli si mette accanto

La corona d’alloro sulla testa del laureato è un’usanza che in Italia sopravvive praticamente ovunque, e che all’estero quasi non esiste. Chi studia fuori e torna a discutere la tesi in Italia se ne accorge subito.

Da dove viene

L’alloro era la pianta di Apollo, dio della poesia e delle arti, e nell’antica Roma incoronava i poeti e i generali vittoriosi. La parola laurea viene proprio da laurus, il nome latino della pianta.

Il passaggio dai poeti agli studenti avviene nelle università medievali italiane, dove la corona segnava chi aveva completato il percorso. Da lì è arrivata fino a oggi senza interruzioni.

Come si costruisce

La corona è fatta di rami di alloro intrecciati su una struttura circolare, con un nastro rosso che chiude sul retro. Il rosso è tradizionale e in alcune facoltà cambia colore secondo il corso di studi, anche se questa consuetudine si sta perdendo.

Le dimensioni vanno prese sulla testa di chi la indosserà. Una corona troppo larga scivola, una troppo stretta lascia il segno sulla fronte per il resto della giornata, e nelle fotografie si vede.

Chi vuole conservarla può farla essiccare: l’alloro si secca bene e mantiene la forma per anni, perdendo solo un po’ di colore.

Cosa si aggiunge all’alloro

La corona da sola è la versione classica. Molte famiglie aggiungono qualcosa che la personalizzi.

Le bacche rosse in inverno, i fiori piccoli intrecciati fra le foglie, il nastro con il nome e la data ricamati. Chi ha studiato materie specifiche a volte inserisce un riferimento: qualche spiga per agraria, un fiore particolare per le facoltà scientifiche.

Va tenuto conto del peso. Una corona carica di fiori pesa, e va portata per tutta la sessione di laurea più le fotografie che seguono.

I fiori per chi si laurea

Il mazzo arriva quasi sempre dai genitori o dal partner, e viene consegnato subito dopo la proclamazione. Serve qualcosa che regga bene le fotografie e che si tenga in mano insieme alla tesi.

I bouquet grandi sono scomodi in quel momento preciso, perché il laureato ha già la corona, il diploma e mezza famiglia intorno. Una dimensione media funziona meglio.

Sui colori non ci sono regole. Molti scelgono il rosso per richiamare il nastro, altri vanno sui colori preferiti della persona. Sole e Raggio Dorato sono i due che consegniamo più spesso in queste giornate.

La festa dopo

Quando c’è un rinfresco o una cena, i tavoli seguono le stesse regole di sempre: composizioni basse, niente profumi forti vicino al cibo.

Un elemento che funziona bene è ripetere l’alloro sui tavoli, con piccoli rami come segnaposto o come base delle composizioni. Lega tutto insieme senza aggiungere lavoro.

La corona per chi non la vuole indossare

Non tutti se la mettono in testa. Qualcuno la trova imbarazzante, qualcun altro discute in un contesto formale dove stonerebbe.

In quei casi la corona si porta comunque e si usa nelle fotografie di gruppo dopo la proclamazione, oppure si appoggia sul tavolo del rinfresco come elemento decorativo. Molte famiglie la appendono in casa per settimane.

Il dottorato e le lauree magistrali

Chi arriva alla seconda laurea o al dottorato di solito ha già vissuto la scena una volta, e il gesto ripetuto identico perde forza.

Qui funziona cambiare registro: una composizione per lo studio o per l’ufficio invece della corona, oppure una pianta che resti. Chi ha passato anni sui libri apprezza qualcosa che duri più di una giornata.

Quando ordinare

Le sessioni di laurea si concentrano in poche settimane fra luglio, ottobre e marzo, e in quei giorni le corone si preparano a decine. Due o tre giorni di anticipo bastano, ma nelle settimane di punta conviene avvisare prima.

La corona va preparata il giorno stesso o quello prima: l’alloro fresco tiene bene, ma dopo due o tre giorni le foglie perdono lucentezza.

Prepariamo corone d’alloro su misura, con nastro personalizzato se lo vuoi. Serve la misura della testa e il nome da far ricamare, e conviene chiamare qualche giorno prima al 340 571 8094.

Per il mazzo che l’accompagna guarda i bouquet.

Carrello

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