Pensionamento e ultimo giorno di lavoro: cosa si regala

L’ultimo giorno di lavoro è una di quelle occasioni in cui tutti sanno che bisogna fare qualcosa e nessuno sa bene cosa. Chi va in pensione riceve spesso un orologio, una targa e un mazzo di fiori, e di quei tre il mazzo è l’unico che ricorderà davvero.

Perché una pianta batte quasi tutto

Chi va in pensione sta per avere una quantità di tempo che non ha mai avuto. Una pianta gli dà qualcosa da fare, e negli anni diventa un riferimento fisico a quel giorno.

Molte persone raccontano di avere ancora, dieci anni dopo, la pianta ricevuta dai colleghi. Nessuno racconta la stessa cosa di una targa.

Le scelte che funzionano sono quelle longeve. Lo Spathiphyllum vive per anni e segnala da solo quando ha sete. Le orchidee rifioriscono se trattate con un minimo di attenzione. Gli alberelli da giardino, per chi ha un pezzo di terra, sono il regalo che dura più di tutti.

Il bouquet dell’ultimo giorno

Se la persona che va in pensione è una donna, il mazzo resta il gesto più immediato e nessuno si offende. Va scelto grande, perché quel giorno finisce in molte fotografie.

Per gli uomini vale quello che vale sempre: forme decise, verde strutturale, un contenitore invece della carta. Ne parliamo nella guida sulla festa del papà, dove la questione è la stessa.

La composizione per l’ufficio

C’è una formula che funziona bene e che pochi usano: una composizione che resta in ufficio dopo che la persona è andata via.

Dice due cose insieme. Che il posto rimane, e che qualcuno ci lavorava prima. Nei gruppi affiatati questo gesto viene capito subito.

Le composizioni in contenitore reggono bene questo uso, perché non chiedono manutenzione a chi resta.

Quando si organizza in gruppo

La raccolta fra colleghi è la forma più comune, e ha un vantaggio: permette di fare un regalo più importante di quello che farebbe ognuno da solo.

La cosa da decidere prima è chi consegna. Un mazzo passato di mano in mano davanti a tutti ha un peso diverso da uno lasciato sulla scrivania la mattina presto.

Il biglietto firmato da tutti è la parte che la persona conserva. Vale la pena farlo girare con calma nei giorni prima invece di raccogliere firme di corsa all’ultimo momento.

Il pensionamento che nessuno festeggia

Non tutti escono con una festa. Chi lascia il lavoro per motivi di salute, chi ha avuto un rapporto difficile con l’azienda, chi semplicemente non vuole cerimonie.

In questi casi un mazzo consegnato a casa qualche giorno dopo, senza pubblico, è il gesto giusto. Arriva quando la persona ha finito di gestire l’ufficio e comincia a fare i conti con il cambiamento.

Cosa scrivere

Le formule di rito sui nuovi capitoli e sui traguardi raggiunti sono le meno ricordate. Funzionano meglio le cose concrete.

Un ricordo preciso, un modo di dire che aveva, una cosa che ha insegnato a chi scrive. Chi va in pensione ha appena passato quarant’anni in un posto e vuole sapere che qualcosa è rimasto.

Il tempismo

La consegna in ufficio va concordata con qualcuno che c’è, altrimenti i fiori restano in portineria. Se la festa è a fine turno, conviene farli arrivare al mattino: restano visibili tutto il giorno e nessuno rischia di trovarli chiusi in un magazzino.

Per i regali di gruppo prepariamo composizioni su misura e possiamo consegnare in ufficio nei comuni serviti della provincia di Asti. Basta una chiamata al 340 571 8094 per concordare l’orario giusto.

Guarda le piante e i bouquet.

Carrello

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