Se dovessi scegliere un solo fiore per un mazzo che deve durare, sceglierei l’alstroemeria. È la campionessa di longevità fra i recisi comuni e quasi nessuno la conosce per nome.
Come si chiama davvero
Alstroemeria è il nome botanico, dedicato al naturalista svedese Claes Alströmer. In Italia si sente chiamare anche giglio del Perù o giglio degli Incas, perché arriva dal Sudamerica.
La forma del fiore ricorda in piccolo quella di un giglio, con sei tepali di cui due o tre portano striature e maculature scure che sembrano disegnate a mano.
Quelle striature sono la sua firma. Da lontano il fiore sembra semplice, da vicino ha un dettaglio grafico che nessun altro fiore da mazzo possiede.
Le foglie che crescono capovolte
È una curiosità botanica vera. Le foglie dell’alstroemeria compiono una torsione di centottanta gradi durante la crescita, quindi quella che vediamo come pagina superiore è in realtà la faccia inferiore della foglia.
Il fenomeno si chiama resupinazione e serve alla pianta per esporre al sole la superficie fotosinteticamente più efficiente. Non cambia niente per chi la mette in un vaso, ma è il genere di cosa che rende interessante guardare un fiore da vicino.
Quanto dura
Dai dodici ai diciotto giorni, e in condizioni buone si arriva a tre settimane. Nessun altro fiore comune regge un confronto.
Il motivo è la struttura a ombrella: ogni stelo porta un gruppo di fiori che si aprono in momenti diversi. Quando i primi appassiscono ce ne sono altri ancora chiusi.
Togliere i fiori esausti man mano mantiene il mazzo pulito e lascia più energia a quelli che devono ancora aprirsi.
Le foglie vanno tolte
Le foglie dell’alstroemeria ingialliscono e marciscono molto prima dei fiori, e sono la causa principale dell’acqua che diventa torbida.
La pratica dei fioristi è toglierle quasi tutte, lasciando solo qualcosa in alto vicino ai fiori. Il mazzo ha un aspetto migliore e l’acqua resta limpida per giorni.
I colori
La gamma è vastissima: bianco, crema, giallo, arancio, rosa in tutte le sfumature, rosso, viola, e un numero crescente di bicolori.
Le varietà chiare hanno spesso striature marcate, quelle scure le nascondono. Per chi cerca il dettaglio, i colori tenui rendono di più.
Dove si usa
È il fiore da riempimento nobile per eccellenza. In un mazzo misto occupa lo spazio fra i fiori grandi senza sembrare un ripiego, e continua a stare bene quando gli altri hanno ceduto.
Nei bouquet per il commiato è molto usata proprio per la durata, perché una composizione deve reggere dalla veglia al cimitero. Nel mazzo Serenità entra insieme agli altri fiori delicati.
Da sola in un vaso, in quantità, fa un effetto sorprendente e informale che pochi si aspettano.
La disponibilità
Tutto l’anno, con qualità stabile. È una delle poche cose su cui un fiorista può contare in qualsiasi settimana, ed è anche per questo che entra in tanti mazzi.
Una nota sulla tossicità
La linfa dell’alstroemeria può causare irritazione cutanea in chi la maneggia molto, ed è un problema noto fra i fioristi più che fra i clienti.
Chi ha la pelle sensibile e compone mazzi in casa farebbe bene a lavarsi le mani dopo. Per chi si limita a metterla in un vaso non c’è nessun rischio.
Se vuoi un mazzo che duri il più a lungo possibile, dillo quando ordini: costruiamo la composizione intorno ai fiori più longevi invece che a quelli più appariscenti. Il numero è 340 571 8094.
Guarda i bouquet.
