Gypsophila: il velo che riempie ogni bouquet

Per vent’anni la gypsophila è stata il segno distintivo dei mazzi economici: tre rose rosse e una nuvola bianca intorno a coprire il resto. Poi qualcuno ha cominciato a usarla da sola, in quantità, e si è capito che il fiore non aveva nessuna colpa.

Come si chiama

Gypsophila paniculata è il nome botanico. In italiano si dice anche velo da sposa o nebbiolina, in inglese baby’s breath.

Il nome deriva dal greco e significa amante del gesso, perché in natura cresce su terreni calcarei. Nel Mediterraneo esistono specie spontanee.

L’errore che l’ha rovinata

Usata come riempimento in piccole quantità, sparsa qua e là fra fiori più grandi, la gypsophila fa un effetto povero. Sembra quello che è: qualcosa messo lì per occupare spazio.

Usata in massa, come unico elemento o come base compatta, diventa tutt’altro. Un vaso pieno di sola gypsophila ha un aspetto etereo che nessun altro fiore ottiene, e nei matrimoni è tornata di moda proprio in questa forma.

La regola è quindi semplice: o tanta o niente.

Cosa fa in un bouquet

Quando accompagna altri fiori il suo lavoro è distanziarli. Le teste dei fiori grandi tendono a schiacciarsi fra loro, e la nuvola di gypsophila crea aria intorno a ciascuna.

Nelle composizioni bianche ammorbidisce i bordi ed evita che il mazzo abbia un profilo troppo netto. Ne parliamo nella guida sui bouquet bianchi.

Nei cuscini e nelle corone funebri si usa lungo i bordi per la stessa ragione, e la trovi in Candore e nelle altre composizioni chiare.

Il profumo, che c’è

Poche persone lo sanno: la gypsophila ha un odore, e non è particolarmente gradevole. Ricorda vagamente il miele andato a male, ed è più forte quando i fiori sono molti e la stanza è chiusa.

Nelle quantità normali non si sente. In un allestimento che ne usa moltissima, in un ambiente piccolo, può diventare percepibile.

Quanto dura

Dai dieci ai quattordici giorni da fresca, ed è una delle più longeve.

Ma la sua vera caratteristica è un’altra: si secca benissimo e mantiene la forma. Un mazzo lasciato nel vaso senza acqua diventa secco senza afflosciarsi, e resta presentabile per mesi.

È il motivo per cui compare in quasi tutte le composizioni di fiori secchi.

Come si essicca

Il metodo migliore è appenderla a testa in giù in un luogo asciutto, buio e arieggiato, per una decina di giorni.

Il buio serve a mantenere il colore, la ventilazione a evitare le muffe. Legata in mazzetti piccoli secca meglio che in un unico fascio spesso.

Il metodo pigro, cioè lasciarla nel vaso finché l’acqua evapora, funziona quasi altrettanto bene.

Nei matrimoni

È diventata uno degli elementi ricorrenti degli allestimenti degli ultimi anni, usata in nuvole grandi sui tavoli, appesa in composizioni sospese, o come unico fiore del bouquet della sposa.

Il motivo pratico è che riempie moltissimo spazio con poco peso, quindi permette allestimenti scenografici senza le difficoltà di gestione dei fiori grandi.

Ha anche il vantaggio di reggere bene le ore lunghe fuori dall’acqua, cosa che in una giornata di matrimonio conta parecchio.

Le varietà colorate

Esiste una gypsophila rosa naturale, meno comune. Quella che si vede colorata in mille tonalità nei negozi è quasi sempre bianca tinta artificialmente, assorbita attraverso lo stelo.

Non è un inganno di per sé, ma vale la pena saperlo. Il colore tinto sbiadisce in modo irregolare mentre il fiore secca.

Se ti piace la gypsophila usata in massa, possiamo costruire un mazzo o una composizione tutta su di lei. Chiedilo al 340 571 8094 o passa in laboratorio a Piovà Massaia.

Guarda i bouquet.

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