Lisianthus, chiamato anche Eustoma: la rosa che non è una rosa

Chi entra in un negozio e chiede lisianthus e chi chiede eustoma sta chiedendo la stessa cosa. Il nome botanico corretto oggi è Eustoma grandiflorum, mentre Lisianthus era la classificazione precedente rimasta nell’uso commerciale.

La confusione è utile saperla perché i due nomi compaiono su cartellini diversi, e più di un cliente ha pensato di aver ricevuto un fiore sbagliato.

Perché somiglia a una rosa

Il fiore aperto ha petali morbidi e leggermente ondulati disposti a coppa, e da lontano si scambia facilmente per una rosa di piccola taglia.

Da vicino le differenze si vedono. I petali sono più sottili e quasi trasparenti, la texture è vellutata invece che compatta, e lo stelo porta più fiori a stadi diversi di apertura invece di uno solo.

Nelle varietà doppie i petali si moltiplicano e la somiglianza con la rosa aumenta ancora.

Da dove viene

Cresce spontaneo nelle praterie del sud degli Stati Uniti e del Messico settentrionale. Le varietà da recisione che si trovano oggi sono quasi tutte selezioni giapponesi, frutto di decenni di lavoro sui colori e sulla durata.

I colori

La gamma naturale sta sui viola, i lilla e i bianchi. La selezione ha aggiunto il rosa in tutte le sfumature, il crema, l’albicocca, il verde chiaro e le varietà bicolori con il bordo del petalo di un colore diverso.

Sono colori tenui e polverosi che lo rendono uno dei fiori centrali di qualsiasi palette pastello. Ne parliamo nella guida sui bouquet pastello.

La durata, che è il suo punto forte

Dai dieci ai quattordici giorni, e in condizioni buone anche di più. È uno dei fiori recisi più longevi in assoluto.

Il merito è della struttura dello stelo, che porta più boccioli che si aprono in successione. Quando il primo fiore appassisce ce ne sono già altri due aperti e uno in arrivo.

Togliere i fiori esausti man mano mantiene il mazzo presentabile molto più a lungo, ed è un gesto di dieci secondi che quasi nessuno fa.

Come si maneggia

Lo stelo è sottile e si spezza con facilità, soprattutto nei punti dove si dirama. Va inserito nel vaso con delicatezza e senza forzarlo fra gli altri fiori.

L’acqua va cambiata ogni due giorni. Il lisianthus non è particolarmente esigente e perdona qualche dimenticanza meglio di rose e tulipani.

Nelle composizioni

Fa un lavoro che pochi altri fiori sanno fare: aggiunge morbidezza senza aggiungere peso.

In un bouquet di rose, che tendono alla regolarità, il lisianthus rompe la geometria e crea movimento. In una composizione bianca introduce una texture diversa che evita l’effetto superficie piatta.

Nei bouquet da sposa è uno dei fiori più usati, sia come protagonista sia come accompagnamento.

Nel commiato lo usiamo nelle composizioni dove serve un tocco di colore senza uscire dalla sobrietà, come in Silenzio.

Il significato

Non ha una tradizione simbolica antica in Italia, perché è arrivato da noi solo negli ultimi decenni. Nella simbologia contemporanea gli viene attribuita gratitudine e apprezzamento sincero.

L’assenza di un codice consolidato è un vantaggio pratico: si può regalare a chiunque senza che nessuno legga fra le righe qualcosa che non intendevi dire.

In vaso, come pianta

Esiste anche in versione da vaso, con piante compatte che fioriscono per settimane. Chiedono molta luce e un terriccio che non resti mai fradicio.

È una pianta annuale, quindi finita la fioritura non riparte. Chi la vuole tenere in giardino la semina ogni anno, e nel nostro clima va protetta dalle gelate tardive.

La disponibilità

Si trova praticamente tutto l’anno, con qualità migliore nei mesi caldi. È uno dei pochi fiori che non ha una vera stagione morta, e questo lo rende affidabile quando serve qualcosa di elegante fuori stagione.

Il lisianthus entra in molti dei nostri bouquet, e se ti piace la sua morbidezza dillo quando ordini: lo usiamo volentieri come protagonista. Il numero è 340 571 8094.

Guarda i bouquet.

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