Anemoni: cuore scuro e petali di velluto

L’anemone è il fiore che convince chi dice di non amare i fiori. Ha un contrasto netto fra il cuore quasi nero e i petali di velluto, e una forma che non ha niente di zuccheroso.

La stagione, che è invernale

È uno dei pochi fiori importanti che si trovano da novembre ad aprile, con il momento migliore fra gennaio e marzo.

Questo lo rende prezioso, perché arriva in un periodo in cui la scelta è ridotta. Nei mesi in cui non c’è quasi niente, l’anemone e il ranuncolo sono le due cose che salvano un mazzo invernale.

D’estate non si trova, e chi lo vuole per un matrimonio di luglio deve rinunciare.

I colori

Il bianco con il cuore nero è il più drammatico e il più usato negli allestimenti contemporanei. Il rosso, il fucsia, il viola e il blu completano la gamma naturale.

Il blu dell’anemone è particolare: pochissimi fiori in natura hanno un blu vero, e questo è uno di quelli.

Il cuore scuro è un ammasso di stami che crea il contrasto per cui il fiore si riconosce. In alcune varietà è verde o più chiaro, e l’effetto cambia parecchio.

Si apre e si chiude

L’anemone è fotosensibile: apre i petali con la luce e li richiude al buio o quando la temperatura scende.

Questo significa che il mazzo cambia aspetto durante la giornata. La mattina i fiori sono chiusi a coppa, nel pomeriggio completamente aperti e piatti.

Chi lo compra chiuso pensa a volte di aver preso fiori sfioriti. Basta portarli in una stanza luminosa e nel giro di un’ora si aprono.

Continua a crescere

Come il tulipano, l’anemone allunga lo stelo anche dopo il taglio. Un mazzo cambia forma nei giorni e i fiori si dispongono in modo sempre diverso.

Anche lui è fototropico, quindi si piega verso la finestra. Ruotare il vaso ogni giorno mantiene la composizione regolare, oppure si lascia fare e si accetta l’irregolarità.

Quanto dura

Dai cinque agli otto giorni. Non è fra i più longevi, e il ciclo di apertura e chiusura consuma energia.

Lo stelo è cavo e delicato, e vuole poca acqua nel vaso, quattro o cinque centimetri. Come per le gerbere, lo stelo immerso a lungo si ammorbidisce.

Il significato

Il nome viene dal greco anemos, vento, perché secondo la tradizione i fiori si aprivano al soffio del vento primaverile.

Nella simbologia è associato alla fragilità e all’attesa, e in alcune letture alla protezione dal male. In Italia non ha un uso codificato, quindi si può regalare liberamente.

Con cosa si accosta

Sta benissimo con i ranuncoli, che hanno la stessa stagione e una forma complementare: il ranuncolo è denso di petali, l’anemone è essenziale.

Con i tulipani forma il mazzo invernale per eccellenza. Con le rose bianche e il fogliame scuro crea composizioni molto grafiche.

Da evitare l’accostamento con fiori molto piccoli e leggeri, che gli tolgono forza.

In giardino

Si pianta come rizoma in autunno, dopo averlo lasciato in ammollo per qualche ora, e fiorisce in primavera. Vuole terreno ben drenato e posizione soleggiata.

Nel nostro clima i rizomi restano in terra senza problemi e ritornano ogni anno, moltiplicandosi lentamente.

Nella stagione fredda gli anemoni sono fra le cose migliori che passano dal mercato. Per sapere se ci sono chiama il 340 571 8094 o passa in laboratorio a Piovà Massaia.

Guarda i bouquet.

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