Come si cura una pianta ricevuta in regalo

Una pianta ricevuta in regalo arriva quasi sempre da una serra, cioè da un ambiente con luce, umidità e temperatura controllate. La tua casa non è così, e le prime due settimane sono quelle in cui si decide se sopravvive.

I primi giorni

La regola più utile è controintuitiva: non fare niente. Non rinvasare, non concimare, non spostarla in giro per la casa cercando il posto perfetto.

La pianta sta già affrontando un cambiamento di ambiente. Aggiungere altri traumi nello stesso momento è il modo più rapido per perderla.

Se perde qualche foglia nei primi giorni è normale. Si chiama stress da trasloco e le piante lo superano da sole se le si lascia in pace.

Dove metterla

Il posto va scelto una volta e poi non cambiato. Le piante si adattano alla luce di una posizione precisa nel giro di settimane, e ogni spostamento le costringe a ricominciare.

La regola generale è luce abbondante ma non sole diretto. Vicino a una finestra, non davanti. Se in quella posizione riesci a leggere un libro senza accendere la luce, la luce basta.

Le due posizioni da evitare sono sopra un termosifone, che secca l’aria intorno, e in una corrente d’aria fra due porte.

Quando annaffiare

Il dito nel terriccio fino alla seconda falange. Asciutto significa annaffiare, umido significa aspettare.

Il calendario fisso è la causa principale delle morti. Una pianta d’inverno beve molto meno che d’estate, e chi annaffia ogni domenica tutto l’anno la affoga a gennaio.

Il sottovaso va svuotato venti minuti dopo. È lì che si giocano quasi tutte le partite: le radici che stanno nell’acqua ferma marciscono, e quando le foglie ingialliscono il danno è già fatto da settimane.

Come si capisce cosa sta succedendo

Le foglie gialle che cadono dal basso indicano quasi sempre eccesso d’acqua. È il sintomo che viene scambiato per sete, e la reazione istintiva di annaffiare ancora peggiora tutto.

Le foglie afflosciate che si rialzano dopo l’annaffiatura indicano sete vera, ed è un ciclo che alcune piante sopportano bene.

Le punte marroni e secche indicano aria troppo asciutta, tipica delle case riscaldate d’inverno. Si risolve vaporizzando le foglie o mettendo una ciotola d’acqua vicino.

Le macchie marroni al centro delle foglie con l’alone giallo sono ustioni da sole diretto.

Quando rinvasare

Non subito. Si aspetta che la pianta si sia ambientata, quindi almeno un mese, e si sceglie la primavera se possibile.

Il segnale che serve un vaso più grande sono le radici che escono dai fori di drenaggio, o l’acqua che attraversa il terriccio senza essere assorbita.

Il vaso nuovo deve essere solo di poco più grande. Un salto di dimensione eccessivo lascia troppa terra umida intorno alle radici, e quella terra resta bagnata a lungo.

Le piante fiorite dopo la fioritura

Quando i fiori cadono molte persone buttano la pianta, credendo che sia finita. Nella maggior parte dei casi non lo è.

Le orchidee rifioriscono dallo stesso stelo o da uno nuovo, se si taglia sopra il secondo nodo e si continuano le cure. La guzmania muore ma lascia germogli alla base. Il ciclamino va in riposo estivo e riparte in autunno.

Sull’orchidea abbiamo scritto una guida dedicata.

Il concime

Si dà nella stagione di crescita, quindi dalla primavera all’inizio dell’autunno, e non d’inverno quando la pianta riposa.

La dose indicata sulla confezione è quasi sempre generosa. Metà dose, più spesso, funziona meglio di una dose piena ogni tanto.

Una pianta appena arrivata dalla serra ha già il terriccio concimato e non ha bisogno di niente per i primi mesi.

Se una pianta che ti abbiamo dato non sta bene, portala in laboratorio a Piovà Massaia e la guardiamo insieme. Spesso si recupera. Il numero è 340 571 8094.

Guarda le piante disponibili.

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