Un balcone fiorito non dipende dal pollice verde, dipende dall’esposizione. Prima di comprare qualsiasi cosa vale la pena capire per quante ore al giorno prende il sole, perché quella misura esclude o include metà delle piante disponibili.
Come si legge un balcone
Un balcone a sud prende sole tutto il giorno e d’estate diventa un forno. Chiede piante resistenti al calore e annaffiature quotidiane nei mesi caldi.
A est prende il sole della mattina, che è quello più gentile. È l’esposizione migliore per la maggior parte delle fiorite.
A ovest prende il sole del pomeriggio, più violento ma per meno ore. Molte piante lo tollerano con qualche accortezza.
A nord non prende sole diretto quasi mai. Sembra una condanna e non lo è: esiste una gamma di piante da ombra che su un balcone soleggiato morirebbe.
La primavera
Il momento in cui si costruisce tutto il resto dell’anno. Fra marzo e maggio si mettono a dimora le piante che fioriranno per mesi.
I gerani sono la scelta italiana per eccellenza, resistono al caldo e fioriscono fino all’autunno. Le surfinie e le petunie ricadono dalle fioriere e riempiono in fretta. Le margherite danno fiori continui con poco lavoro.
Per i balconi in ombra, le impatiens e le begonie fioriscono dove le altre non ce la farebbero.
L’estate
La stagione della manutenzione più che delle piantumazioni. Il lavoro principale è l’acqua, e nei balconi a sud significa annaffiare tutti i giorni, spesso due volte.
Le annaffiature vanno fatte la mattina presto o la sera. In pieno sole l’acqua sulle foglie funziona da lente e le brucia.
La seconda cosa da fare è togliere i fiori appassiti, tutte le settimane. Una pianta che porta a maturazione i semi smette di fiorire, mentre una a cui si tolgono i fiori esausti continua a produrne.
L’autunno
Quando i gerani cominciano a cedere, si sostituiscono con le piante che fioriscono al fresco.
I crisantemi in vaso sono la scelta tradizionale di ottobre e novembre. L’erica dà un tappeto fitto e regge il gelo. I cavoli ornamentali, che molti non conoscono, danno colore per tutto l’inverno con le loro rosette.
È anche il momento di interrare i bulbi di tulipano, narciso e giacinto, che fioriranno a primavera. Vanno messi in autunno perché hanno bisogno del freddo invernale per svilupparsi.
L’inverno
Il balcone non deve restare vuoto. I ciclamini fioriscono proprio nei mesi freddi e in una fioriera esterna durano fino a marzo.
Le viole del pensiero sopportano il gelo e fioriscono in continuazione. I sempreverdi in vaso, il rosmarino, il lauro, danno struttura quando il resto è spoglio.
Le annaffiature si riducono drasticamente, ma non si azzerano: in una settimana di sole invernale senza pioggia i vasi si asciugano.
I vasi e il drenaggio
Il foro sul fondo è obbligatorio. Un vaso senza drenaggio in una settimana di pioggia diventa una vasca e le radici marciscono.
Sul fondo va uno strato di argilla espansa prima del terriccio. I vasi in terracotta fanno traspirare e asciugano prima, quelli in plastica trattengono l’acqua più a lungo.
La dimensione conta: in un vaso piccolo la terra si scalda e si asciuga in poche ore d’estate.
Il vento, che nessuno considera
Sui balconi ai piani alti il vento disidrata le piante più del sole e spezza gli steli lunghi.
Le soluzioni sono piante basse e compatte, vasi pesanti che non si rovesciano, e dove serve una barriera frangivento. Nel Monferrato i balconi esposti a nord prendono correnti fredde per gran parte dell’anno.
Se ci dici come è esposto il tuo balcone e quante ore di sole prende, ti diciamo cosa ci vive davvero invece di quello che sta bene in fotografia. Il numero è 340 571 8094.
Guarda le piante che abbiamo in questo periodo.
