Festa della donna: perché la mimosa, e cosa regalare insieme

La mimosa l’otto marzo è una tradizione tutta italiana. Fuori dai nostri confini quasi nessuno la collega alla giornata della donna, e chi arriva dall’estero resta sorpreso dal giallo che invade le città per ventiquattro ore.

Da dove arriva

La scelta risale al dopoguerra, quando alcune organizzatrici dell’Unione Donne Italiane cercavano un fiore per la ricorrenza. Serviva qualcosa che fiorisse in quel periodo, che si trovasse ovunque in Italia e che non fosse caro, perché doveva poterlo regalare chiunque.

La mimosa aveva tutti i requisiti. Fiorisce esattamente a inizio marzo, cresce spontanea in mezza Italia, e il giallo si vede da lontano. La ragione della scelta era pratica, e forse per questo ha attecchito così bene.

Il problema della mimosa

Dura poco. È il difetto che tutti conoscono e nessuno dice ad alta voce: i pompon gialli si seccano nel giro di due o tre giorni e diventano polvere.

Qualche accorgimento allunga la vita. La mimosa va tenuta lontana dai termosifoni, che la disidratano in poche ore. L’acqua nel vaso deve essere abbondante e va cambiata ogni giorno. Il sacchetto di plastica in cui viene venduta serve a mantenere l’umidità e va tolto solo al momento di metterla nel vaso.

Chi la riceve secca può comunque tenerla: essiccata mantiene la forma e resta gradevole per settimane, con il giallo che vira verso l’ocra.

Cosa abbinare

Il rametto da solo è diventato un gesto un po’ automatico. Accostato ad altro cambia registro e diventa un mazzo vero.

La mimosa sta bene con i tulipani, che a marzo sono nel loro momento migliore, e il contrasto fra il giallo soffice e la forma netta del tulipano funziona sempre. Con le rose bianche l’effetto è più elegante e meno stagionale. Con i ranuncoli si ottiene un mazzo primaverile pieno di volume.

Anche l’eucalipto è un buon compagno: il verde argentato spegne un po’ il giallo e lo rende meno sfacciato.

Se preferisci evitare la mimosa

Molte donne la trovano scontata, e non hanno torto. Le alternative che rispettano la stagione sono diverse.

I tulipani a marzo sono il fiore giusto per definizione. Le fresie hanno un profumo che riempie la stanza e durano più della mimosa. I ranuncoli hanno una densità di petali che sorprende chi non li conosce.

Una pianta fiorita è la scelta di chi vuole qualcosa che resti. La Guzmania tiene il fiore per mesi e non chiede quasi nulla.

Il significato che le è stato dato

La mimosa è arrivata alla ricorrenza per ragioni pratiche, poi le è stato attribuito un significato che le calza bene. È un fiore che cresce spontaneo, resiste al freddo di fine inverno e fiorisce prima di quasi tutti gli altri.

Chi ci tiene a questa lettura di solito preferisce il rametto semplice a un mazzo elaborato, perché la sobrietà fa parte del gesto.

Per chi si regala fra colleghe

Nelle aziende l’otto marzo è spesso un gesto collettivo, e il rametto singolo per ognuna resta la formula più usata. Chi vuole fare qualcosa di meno rituale può scegliere una composizione unica da mettere in reception o in sala pausa, che dura giorni e la vedono tutte.

Un’altra formula che funziona nei gruppi numerosi è il mazzo piccolo con tre steli, uno di mimosa e due di un fiore di stagione. Ha un aspetto curato e resta gestibile anche quando i pezzi da preparare sono trenta.

Le nostre composizioni si prestano bene a questo uso.

Quando ordinare

La mimosa arriva sui mercati pochi giorni prima e finisce in fretta. Chi ordina con tre o quattro giorni di anticipo la prende fresca e appena aperta. Chi si presenta la mattina dell’otto marzo trova quello che è rimasto, spesso già in fase avanzata.

Per l’otto marzo prepariamo sia i rametti singoli sia i mazzi composti, e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti. Per gli ordini di gruppo delle aziende conviene chiamare in anticipo il 340 571 8094.

Guarda i bouquet che componiamo.

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