Il quattordici febbraio i fioristi italiani vendono più rose rosse che in tutto il resto dell’inverno. Funziona, nessuno lo mette in dubbio. Il problema è che dopo la quinta volta la stessa dozzina di rose smette di dire qualcosa e diventa una consegna.
Qui trovi le alternative che reggono il confronto, divise per situazione invece che per fiore.
Se state insieme da poco
La rosa rossa in una storia appena nata rischia di dire più di quanto entrambi siate pronti a dire. È un fiore che dichiara, e a volte è presto.
I tulipani rosa funzionano meglio: sono allegri, gentili e non mettono nessuno in imbarazzo. Le ranuncolo, che a febbraio sono al massimo della stagione, hanno una densità di petali che colpisce chi non se le aspetta.
Anche un bouquet misto sui toni caldi dice affetto senza intimidire. Pink Armony lavora su questo registro.
Se state insieme da anni
Qui il rischio è opposto: la rosa rossa arriva come un adempimento. Chi la riceve capisce che ti sei ricordato, e si ferma lì.
Meglio spostarsi su qualcosa che parli di voi due. Il fiore che aveva nel bouquet il giorno del matrimonio. Quello che c’era nella casa dove avete abitato all’inizio. Il colore che porta sempre.
Se proprio vuoi restare sulle rose, cambiare colore cambia tutto. Le rose bianche dicono una cosa diversa dalle rosse, più quieta e più adulta. Il mazzo di rose bianche è la versione meno prevedibile dello stesso gesto.
Se non è ancora dichiarato
Il caso più delicato. Un mazzo di rose rosse a chi non ti ha ancora detto nulla mette pressione, e la pressione non aiuta mai.
Le gerbere sono la scelta furba: colorate, allegre, senza sottotesto pesante. Anche una piccola composizione o una pianta fiorita passano il messaggio senza costringere nessuno a rispondere.
I fiori che dicono amore senza essere rose
La peonia è forse il fiore più amato dalle donne italiane, ma a febbraio non è di stagione e quella che si trova arriva da lontano. Chi la vuole a tutti i costi va avvisato che la durata sarà breve.
Il lisianthus somiglia a una rosa, ha una grazia più leggera e regge benissimo nel vaso. L’anemone, con il cuore scuro, ha un carattere che piace a chi trova le rose banali. Il ranuncolo dà volume e stupisce sempre.
La calla è il fiore di chi ama le linee pulite e non sopporta il romanticismo dichiarato.
Il rosso senza rose
Si può restare sul rosso cambiando fiore, e l’effetto è più personale. Le gerbere rosse, gli anthurium rossi che durano settimane, i tulipani rossi che a febbraio sono nel loro momento migliore.
Black Velvet Rose gioca sul rosso profondo e resta dentro il registro classico con un tono diverso.
Una pianta invece di un mazzo
Chi vive da solo e viaggia poco apprezza una pianta più di un bouquet, per una ragione pratica: dura. Un’orchidea fiorita tiene i fiori per due mesi e poi rifiorisce, se trattata bene.
L’orchidea rosa è la scelta più richiesta per questa ricorrenza, e chi la riceve se la ritrova ancora in fiore ad aprile.
Come farla rifiorire lo spieghiamo nella guida sull’orchidea.
Il biglietto
Vale la pena scriverlo a mano e vale la pena non copiare niente. Due righe tue battono qualsiasi frase perfetta presa da internet, perché chi le legge riconosce il tuo modo di parlare.
Se ti blocchi, parti da un fatto invece che da un sentimento. Una cosa che è successa, una frase che ha detto lei, un posto dove siete stati.
Quando ordinare
La settimana prima. Nei giorni immediatamente precedenti il quattordici i fornitori vanno in tensione, la qualità cala e la scelta si restringe a quello che è rimasto. Chi ordina per tempo prende i fiori migliori e paga la stagione, non l’emergenza.
Componiamo bouquet su misura nel laboratorio di Piovà Massaia e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti. Per San Valentino conviene prenotare qualche giorno prima al 340 571 8094.
I nostri bouquet sono qui.
