I fiori del due novembre: la commemorazione dei defunti

Nei giorni intorno alla commemorazione dei defunti i cimiteri italiani cambiano aspetto. È la ricorrenza che muove più fiori dell’anno, e nei paesi del Monferrato resta un appuntamento a cui quasi nessuno manca.

Perché proprio il crisantemo

La ragione è stagionale prima che simbolica. Il crisantemo fiorisce in autunno, arriva al massimo della sua bellezza proprio a inizio novembre, e regge il freddo meglio di qualsiasi altro fiore reciso.

Da lì l’associazione con la ricorrenza si è saldata così bene che oggi in Italia il crisantemo dice lutto in qualsiasi contesto compaia. Regalarne un mazzo per un compleanno sarebbe un errore che nessun fiorista lascerebbe passare.

Fuori dai nostri confini vale l’opposto. In Giappone il crisantemo è il fiore imperiale e compare sul sigillo dello Stato. In Cina è uno dei quattro fiori nobili della pittura tradizionale. La stessa pianta, letta in due modi opposti.

Le varietà che si trovano

Il crisantemo a fiore grande, quello con la testa singola e voluminosa, è il più scenografico e il più usato nei mazzi da cimitero. Regge bene ma teme la pioggia battente, che rovina i petali esterni.

Il crisantemo a ramo, con più fiori piccoli sullo stesso stelo, dura più a lungo e riempie di più. È la scelta pratica per chi passa una volta sola e vuole che duri fino a metà mese.

Il crisantemo in vaso, con la zolla, è la soluzione per le tombe che restano scoperte a lungo. Con qualche annaffiatura, o anche solo con la pioggia autunnale, arriva senza problemi a fine stagione.

Le alternative per chi non vuole il crisantemo

Molte famiglie hanno smesso di usarlo perché lo trovano triste, o perché la persona che ricordano non lo amava. Le alternative che reggono il freddo sono diverse.

I garofani tengono benissimo e durano quanto un crisantemo, con un aspetto meno funebre. Le rose resistono meno ma si vedono spesso, soprattutto sulle tombe recenti. Le gerbere danno colore finché il clima non gela.

Fra le piante, il ciclamino è quella che fa il lavoro migliore in questa stagione: fiorisce proprio quando serve, sopporta il freddo e continua per settimane. L’erica dà un tappeto fitto e regge anche il gelo.

Chi vuole qualcosa che non appassisca sceglie le composizioni in seta, che negli ultimi anni sono migliorate molto. Ne parliamo nella guida sui fiori del ricordo.

Quando conviene andare

I giorni immediatamente precedenti la ricorrenza sono i più affollati, e nei cimiteri piccoli il parcheggio diventa un problema. Chi può, va nei giorni feriali della settimana prima.

Sul fronte dei fiori vale la stessa logica al contrario: la richiesta si concentra tutta insieme, quindi ordinare con qualche giorno di anticipo assicura la varietà e la qualità migliori. Chi arriva la mattina stessa prende quello che è rimasto.

Come farli durare sulla tomba

Il vaso va lavato prima di riempirlo. I residui dell’acqua vecchia sono la causa più comune di steli che marciscono in due giorni.

Gli steli vanno tagliati obliqui e privati delle foglie basse, che sott’acqua si decompongono. Se il vaso è esposto al vento, conviene riempirlo per due terzi e non fino all’orlo, così pesa e non si rovescia.

In caso di gelate annunciate, i fiori recisi non hanno scampo. In quel periodo una pianta in vaso è la scelta che dura.

Se non puoi andarci

Chi vive lontano può far consegnare i fiori direttamente al cimitero, dove le strutture lo permettono, oppure a casa di un familiare che ci passerà. In questo periodo dell’anno conviene concordare tutto qualche giorno prima, perché le consegne si concentrano in poche ore.

Nel periodo della commemorazione prepariamo mazzi e piante per il cimitero, e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti. Per accordarsi su giorno e luogo, il numero è 340 571 8094.

Le nostre proposte per il ricordo sono nella sezione Funebre.

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