La notizia di un lutto arriva quasi sempre quando non si è pronti, e chi la riceve ha poche ore per decidere qualcosa che vorrebbe fatto bene. Le domande sono sempre le stesse: che cosa si manda, quanto è appropriato, dove va consegnato e entro quando.
Qui trovi le risposte messe in fila, con le convenzioni che valgono in Italia e in particolare nel Monferrato astigiano, dove lavoriamo.
Le forme che si usano
Sono cinque, e ognuna dice una cosa diversa su chi la manda.
Il copribara, chiamato anche cofano, è la composizione distesa sopra la cassa. Lo sceglie la famiglia più stretta e uno solo per funerale.
Il cuscino è una composizione piena, di forma rettangolare o ovale, appoggiata accanto alla bara o portata durante il corteo. Arriva dai figli, dai fratelli, dai nipoti.
La corona è circolare, con il nastro che riporta chi la manda. È la forma che scelgono i gruppi: i colleghi di lavoro, una squadra, un’associazione, i vicini di casa.
Il mazzo è più contenuto e informale. Va bene per un amico, per un conoscente, per chi vuole esserci senza occupare la scena.
La composizione da appoggio, in cesto o in vaso, sta in piedi da sola e regge bene i trasferimenti. È la scelta pratica quando non si sa dove finirà, e resta in casa dei familiari anche dopo.
Chi manda cosa
Non esiste una regola scritta, ma ci sono abitudini abbastanza stabili da poterci contare.
La famiglia convivente pensa al copribara. Figli e fratelli mandano un cuscino a testa oppure uno in comune. I parenti più lontani scelgono una composizione o un mazzo. I colleghi si mettono insieme e mandano una corona con il nastro firmato dall’ufficio o dall’azienda.
Chi non è potuto essere presente manda comunque qualcosa: è il modo in cui in Italia si dice che si è pensato a quella famiglia in quel giorno.
I colori e cosa dicono
Il bianco è la scelta più ricorrente e la più sicura. Si usa sempre, e diventa quasi obbligato per una persona giovane o per un bambino.
I toni tenui, il rosa pallido, il crema, il pesca, l’azzurro chiaro, sono accettati ovunque e addolciscono una composizione che rischia di sembrare fredda.
Il giallo e l’arancio si vedono sempre più spesso. Chi li sceglie di solito lo fa perché il defunto era una persona solare e la famiglia ha chiesto un saluto luminoso invece che cupo.
Il rosso resta raro e ha un significato preciso. Lo manda il coniuge, o chi aveva un legame d’amore con la persona. Una composizione rossa mandata da un collega può risultare fuori luogo.
Su questo argomento abbiamo scritto una guida a parte: i colori dell’ultimo saluto.
Quali fiori si scelgono
Il crisantemo in Italia è legato al lutto in modo così stretto che nessun fiorista lo userebbe per un compleanno. Fuori dai nostri confini succede l’opposto, e in Giappone o in Corea è un fiore nobile e regale.
Accanto al crisantemo, i fiori che tornano più spesso sono le rose bianche, i gigli, le calle, le gerbere, il lisianthus e la gypsophila che alleggerisce il tutto. Ognuno porta con sé un’idea diversa di saluto.
Una nota pratica sui gigli: profumano molto, e in una camera ardente chiusa il profumo diventa pesante. Se lo spazio è piccolo conviene dirlo al fiorista, che li dosa o li sostituisce.
Dove si consegnano e con quanto anticipo
I fiori vanno quasi sempre alla camera ardente o alla casa funeraria, dove restano fino al giorno del funerale e poi vengono trasportati in chiesa. In alcuni paesi della zona la veglia si tiene ancora in casa, e allora la consegna è all’abitazione.
Se il funerale è al mattino, l’ideale è consegnare il pomeriggio o la sera prima. Le composizioni arrivate all’ultimo momento rischiano di trovare la chiesa già chiusa o il corteo già partito.
Quando non si sa dove indirizzarle, l’impresa funebre che segue la famiglia lo sa sempre. Chiamare loro fa risparmiare tempo a tutti.
Se non puoi esserci
Mandare i fiori quando si è lontani è una forma di presenza che le famiglie ricordano. Il biglietto conta quanto la composizione, e vale la pena scriverlo con parole proprie invece di lasciare una formula stampata. Se non sai da dove iniziare, qui trovi frasi di condoglianze già pronte da adattare.
Domande che ci fanno spesso
Si possono mandare fiori dopo il funerale?
Sì, ed è una gentilezza che si nota di più, perché arriva quando tutti gli altri sono già andati via. Una composizione in vaso consegnata a casa nei giorni successivi accompagna il momento più silenzioso.
E se la famiglia ha chiesto niente fiori?
La richiesta va rispettata. Di solito è accompagnata dall’indicazione di una donazione. In quel caso un biglietto scritto a mano resta la cosa giusta da mandare.
Quanto durano i fiori di una composizione funebre?
In un ambiente fresco reggono dai quattro ai sette giorni. Le composizioni su spugna floreale, che è il caso di cuscini e corone, si mantengono se la spugna resta umida.
Si può scegliere il colore del nastro?
Sì. Il nastro è quasi sempre bianco o color crema con scritta dorata o nera. Il testo lo decide chi manda: un nome, un ruolo, una frase breve.
Prepariamo composizioni funebri nel nostro laboratorio di Via Asti 6, a Piovà Massaia, e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti. Se il funerale è vicino e i tempi sono stretti, conviene una telefonata al 340 571 8094: capiamo insieme cosa arriva in tempo.
Le composizioni pronte si vedono nella sezione Funebre.
