La gerbera è probabilmente il fiore più democratico che esista. Ha una forma che tutti riconoscono, esiste in ogni colore immaginabile, dura a lungo e non porta con sé nessun messaggio che possa essere frainteso.
Da dove viene
È originaria del Sudafrica e prende il nome dal botanico tedesco Traugott Gerber. La forma è quella di una margherita ingrandita, con il disco centrale circondato da petali disposti a raggiera.
Le varietà coltivate oggi vanno dai fiori piccoli, poco più grandi di una margherita, alle mini gerbere, fino a quelle da esposizione con teste di dodici centimetri.
I colori e cosa dicono
Il significato generale della gerbera è allegria e gratitudine, e questo vale per tutti i colori.
L’arancio e il giallo sono i più venduti perché sono quelli che rendono meglio l’idea. Il rosa è tenero senza essere sdolcinato. Il rosso dice passione in un registro meno impegnativo di quello della rosa.
Il bianco funziona nelle composizioni chiare e ha una freschezza che le rose non hanno.
Il problema del collo
È il difetto della gerbera e la ragione per cui a volte delude: lo stelo è cavo e tende a piegarsi appena sotto il fiore, facendo penzolare la testa.
Succede quando l’acqua non arriva o quando lo stelo si è indebolito. È anche il motivo per cui una gerbera lasciata fuori dall’acqua anche solo un’ora si affloscia in modo evidente.
Il trucco del filo di ferro
Nelle composizioni professionali, e nei bouquet da sposa, i fioristi inseriscono un filo sottile dentro lo stelo cavo, dall’alto verso il basso.
Il filo sostiene il collo e mantiene la testa dritta per tutta la durata del fiore. È un lavoro invisibile che spiega perché le gerbere del fiorista stanno su e quelle comprate al supermercato dopo due giorni guardano il pavimento.
A casa si può fare la stessa cosa con un filo da fioristeria, oppure si può semplicemente usare un vaso stretto che sostenga gli steli.
L’acqua, poca
La gerbera è uno dei pochi fiori che vuole poca acqua nel vaso, cinque o sei centimetri al massimo.
Lo stelo peloso, se resta immerso a lungo, marcisce e si ammorbidisce, ed è proprio quello che fa piegare il collo. Meno acqua e cambiata spesso è la regola opposta a quella di quasi tutti gli altri fiori.
Il taglio va fatto dritto e non obliquo, ed è un’altra eccezione: la superficie obliqua appoggiata sul fondo del vaso si occluderebbe.
Quanto durano
Da otto a quattordici giorni se il collo tiene. È una durata che poche altre cose in un vaso raggiungono.
Il fiore si consuma dall’esterno: i petali più esterni cedono per primi e si possono togliere, prolungando l’aspetto complessivo di qualche giorno.
Le mini gerbere
Esiste una versione a fiore piccolo, la germini, con teste di quattro o cinque centimetri. Richiede meno lavoro di sostegno perché lo stelo regge meglio il peso ridotto.
Nelle composizioni miste sono più versatili di quelle grandi: si inseriscono fra gli altri fiori senza dominare, e permettono di usare tre o quattro colori nello stesso mazzo senza che diventi confuso.
Per i mazzi piccoli da regalare in un giorno qualunque sono spesso la scelta migliore.
A chi si regalano
Sono la scelta giusta quando non vuoi dire niente di preciso ma vuoi far piacere. Un compleanno, una guarigione, un grazie, una casa nuova.
Funzionano bene anche con le persone che dichiarano di non amare i fiori, perché non hanno l’aspetto formale del mazzo di rose e non mettono nessuno in imbarazzo.
Nei nostri bouquet colorati entrano quasi sempre, come in Giostra Fiorita.
Le gerbere le abbiamo praticamente tutto l’anno, in una gamma di colori che cambia con le partite. Chiama il 340 571 8094 per sapere cosa c’è oggi.
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