Il girasole è uno dei pochi fiori che quasi nessuno associa a un obbligo sociale. Non è il fiore delle cerimonie né quello delle dichiarazioni, e per questo quando arriva significa esattamente quello che sembra: allegria.
La storia del sole
Il nome viene dall’eliotropismo, cioè dal fatto che il fiore segue il sole durante la giornata. È vero, ma solo per una parte della vita della pianta.
I boccioli giovani ruotano da est a ovest seguendo la luce, e durante la notte tornano verso est per farsi trovare pronti all’alba. Quando il fiore matura e si apre completamente, il movimento cessa e il girasole resta rivolto a est per sempre.
Questo significa che in un campo di girasoli in piena fioritura tutte le teste guardano nella stessa direzione, ferme. È una cosa che si nota solo sapendola.
La stagione
Da giugno a settembre, con il picco in luglio e agosto. Fuori da questo periodo si trovano ma arrivano da coltivazioni in serra o da lontano, e la resa è diversa.
Nel Monferrato i campi fioriscono a luglio, e per qualche settimana il paesaggio cambia colore.
Cosa significa regalarlo
Nella tradizione simbolica il girasole rappresenta lealtà e ammirazione, proprio per quel gesto di seguire sempre la stessa luce.
Nella pratica quotidiana dice qualcosa di più semplice: buonumore. È il fiore che si sceglie per far ridere qualcuno, per una guarigione, per un compleanno estivo, per un trasloco in una casa nuova.
Funziona anche molto bene con gli uomini, che spesso rifiutano i mazzi convenzionali. La forma decisa e il gambo grosso lo tengono lontano dal registro romantico.
Quanto dura
Da sei a dodici giorni, che per un fiore così grande è una durata notevole.
Il punto critico è lo stelo, che è spesso e peloso e assorbe molta acqua. Un girasole in un vaso con poca acqua si affloscia in mezza giornata.
Il vaso deve essere alto e pieno almeno per metà, e va rabboccato spesso perché il consumo è alto. Le foglie basse vanno tolte tutte, perché sono grandi e marciscono in fretta.
Il peso
Un mazzo di girasoli pesa. Le teste sono grandi e in un vaso stretto lo fanno ribaltare, di solito la notte.
Serve un vaso pesante e con la base larga. Se lo stelo è troppo lungo per il contenitore, accorciarlo non è un problema: i girasoli stanno bene anche corti, in un vaso basso e largo.
Con cosa si accosta
Il girasole domina qualsiasi composizione, quindi o si accetta che sia il protagonista o si evita di metterlo insieme a fiori delicati che sparirebbero.
Funziona con fiori di dimensione simile e colori caldi: dalie, gerbere arancioni, rose color pesca. Le spighe e le graminacee lo accompagnano bene e danno un effetto campestre.
Con la lavanda o l’eucalipto crea un contrasto di temperatura che funziona molto bene in estate.
I semi e la spirale
Il disco centrale del girasole è fatto di centinaia di fiorellini disposti in due serie di spirali che si incrociano, una in senso orario e una antiorario.
Il numero di quelle spirali segue quasi sempre una successione matematica precisa, quella di Fibonacci, ed è la disposizione che permette di stipare il massimo numero di semi nello spazio disponibile. È il motivo per cui il girasole compare in tanti libri di divulgazione scientifica.
Guardare da vicino il centro di un girasole appena aperto è un’esperienza che quasi nessuno si prende la briga di fare.
Nelle nostre composizioni
In stagione entra nei bouquet dai toni caldi, come Raggio Dorato e Sole. Sulle gamme calde abbiamo scritto anche nella guida sui bouquet colorati.
Da giugno a settembre li abbiamo quasi sempre freschi in laboratorio a Piovà Massaia. Per sapere cosa c’è oggi chiama il 340 571 8094.
Guarda i bouquet.
