Inaugurazione di un’attività: la pianta che porta bene

Quando apre un’attività i fiori sulla porta hanno una funzione doppia. Fanno gli auguri a chi apre, e dicono ai passanti che quel posto ha già una rete di persone intorno.

È uno dei pochi casi in cui il regalo è anche una piccola operazione di immagine per chi lo riceve, e conviene tenerne conto nella scelta.

Le piante che si mandano

La tradizione italiana per le aperture punta su piante grandi e visibili, che restano nel locale a lungo. Le più usate sono il ficus, la kentia, la sanseveria e le grandi piante da vaso che riempiono un angolo.

Il vantaggio è che diventano parte dell’arredamento. Un anno dopo, chi ha aperto guarda quella pianta e si ricorda del giorno.

La cosa da verificare prima è la luce del locale. Un negozio senza vetrine ampie uccide in poche settimane una pianta che chiede sole. In quei casi lo Spathiphyllum e le sanseverie sono le scelte che sopravvivono.

La composizione con il nastro

La forma classica delle inaugurazioni italiane è la composizione alta su cavalletto, con il nastro che riporta il nome di chi manda. Somiglia molto a una corona, e in effetti la costruzione è la stessa.

Va usata con criterio. Davanti a un ristorante di paese ha senso, davanti a uno studio professionale può risultare eccessiva. In caso di dubbio, una composizione da appoggio in un contenitore elegante dice la stessa cosa a voce più bassa.

L’errore da evitare

I crisantemi, in qualsiasi forma e colore, sono da escludere. In Italia dicono lutto, e su una vetrina che apre l’effetto è pessimo.

Lo stesso vale per le composizioni tutte bianche montate su spugna con struttura circolare: la somiglianza con le corone funebri è troppo forte, e chi passa davanti la nota.

Meglio colori vivi e forme che non richiamino il registro delle cerimonie.

Chi manda cosa

I fornitori mandano quasi sempre qualcosa, ed è un gesto commerciale oltre che di cortesia. I colleghi di settore, quando i rapporti sono buoni, fanno lo stesso.

Amici e familiari di solito scelgono qualcosa di più personale: una pianta per la casa, un mazzo per chi apre invece che per il locale.

Le altre attività della stessa via mandano spesso qualcosa nei paesi piccoli, dove il tessuto commerciale è una comunità. È un’usanza che nel Monferrato resiste ancora.

Il biglietto e il nastro

Sul nastro va il nome dell’azienda o della persona, in stampatello leggibile da chi passa. È l’unica parte del regalo che vedono anche gli sconosciuti.

Il biglietto invece è privato e può essere più caldo. In bocca al lupo funziona meglio di auguri di successo, perché suona come qualcosa che si dice a una persona e non a un’impresa.

Quando far consegnare

La mattina dell’inaugurazione, prima dell’apertura al pubblico. I fiori devono essere già lì quando arrivano i primi ospiti.

Se l’apertura è alle diciotto con un aperitivo, la consegna nel primo pomeriggio evita che si accavalli con i preparativi. Chi apre in quelle ore ha già abbastanza cose da gestire.

Dopo l’apertura

Le composizioni recise durano una settimana, poi il locale resta vuoto. Molti negozianti prendono l’abitudine di tenere un elemento fisso in vetrina, e chi apre spesso lo capisce proprio in quei giorni.

Le composizioni in seta risolvono il problema per le vetrine esposte al sole, dove i fiori freschi durerebbero due giorni.

Prepariamo composizioni per aperture e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti, concordando l’orario con chi apre. Il numero è 340 571 8094.

Guarda le piante disponibili.

Carrello

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