Portare fiori a chi sta male è un gesto antico e ancora molto sentito in Italia. Negli ultimi decenni però gli ospedali hanno cambiato le regole, e presentarsi con un mazzo può significare farlo lasciare in portineria.
Le regole dei reparti
Molti reparti non ammettono fiori recisi. Il motivo è l’acqua nel vaso, che è un terreno favorevole ai batteri, e la presenza di pazienti con difese immunitarie basse.
Il divieto è quasi sempre assoluto in rianimazione, in oncologia, in ematologia e nei reparti di trapianti. In chirurgia e in medicina generale le regole variano, e nei reparti di maternità cambiano da ospedale a ospedale.
La telefonata di un minuto al reparto evita il viaggio a vuoto. È anche l’occasione per chiedere gli orari di visita, che sono cambiati parecchio negli ultimi anni.
Il profumo, che in una stanza chiusa pesa
Anche dove i fiori sono ammessi, il profumo va scelto con cura. Una stanza d’ospedale è piccola, chiusa e condivisa con altri pazienti.
Gigli, fresie, giacinti e narcisi in quello spazio diventano opprimenti, e chi ha la nausea da terapia li tollera male. Meglio gerbere, tulipani, rose senza profumo intenso, alstroemeria.
C’è anche il vicino di stanza da considerare, che non ha scelto quei fiori e li respira comunque.
Cosa portare al posto dei fiori
Dove i recisi non entrano, una piccola pianta grassa spesso passa, perché non ha acqua stagnante. Vale la pena chiedere, perché anche su questo le regole cambiano.
In alternativa si manda tutto a casa, pronto per il rientro. È una scelta che funziona meglio di quanto sembri: il momento del ritorno a casa dopo un ricovero è quello in cui la solitudine si sente di più.
I colori giusti
Qui la scelta è più semplice che altrove. Servono colori che alzino il tono della stanza: giallo, arancio, rosa acceso, verde brillante.
Il bianco totale in una stanza già bianca sparisce e ha un’aria clinica. Il rosso intenso in alcune situazioni risulta pesante. Le tonalità allegre e calde sono quelle che fanno il lavoro.
Sole e Giostra Fiorita stanno su questa gamma.
La dimensione conta
Nelle stanze d’ospedale lo spazio è pochissimo. Il comodino ospita già i bicchieri, i farmaci, il telefono e gli occhiali.
Un bouquet grande diventa un problema per il paziente e per gli infermieri. Una composizione piccola in un contenitore basso è la scelta che non dà fastidio a nessuno.
E soprattutto: qualcosa di piccolo si porta a casa alla dimissione senza dover chiedere aiuto.
Le convalescenze lunghe
Chi resta a casa per settimane dopo un intervento vive una noia che nessuno racconta. Le visite si diradano dopo i primi giorni, esattamente come dopo un lutto.
Un mazzo mandato alla terza settimana vale più di tre mandati la prima. È una cosa che quasi nessuno fa e che chi la riceve non dimentica.
Cosa scrivere
Le frasi sulla forza e sul coraggio sono le meno gradite da chi sta male, perché caricano di un compito. Meglio qualcosa di leggero e concreto.
Passo giovedì. Ti ho portato una cosa perché quella stanza era grigia. Quando esci andiamo a prendere un caffè.
