I fiori di un matrimonio sono la voce che sfugge di mano più facilmente, perché si compone di sei o sette cose separate che nessuno conta insieme finché non è tardi.
Questa guida mette in fila gli elementi nell’ordine in cui conviene deciderli, e dice dove si può togliere senza che si veda.
Si parte dal bouquet della sposa
È l’unico elemento che finisce in tutte le fotografie e l’unico che si tiene in mano per ore. Si decide per primo perché detta i colori di tutto il resto.
La forma dipende dall’abito più che dal gusto. Un abito importante regge un bouquet tondo e compatto. Un abito lineare chiede un fascio allungato, quello che i fioristi chiamano a goccia o a cascata. Un abito corto sta bene con qualcosa di piccolo e informale.
Il peso è la cosa che nessuno considera. Un bouquet a cascata con molta acqua nella base pesa più di quanto sembri, e dopo due ore il braccio se ne accorge.
Gli accessori intorno alla sposa
Il bouquet della damigella, se c’è, riprende i fiori del primo in scala ridotta. Il fiore all’occhiello dello sposo si prende dallo stesso mazzo, ed è il dettaglio che lega le due figure nelle foto.
Ci sono poi i fiori per i capelli, il bouquet da lancio se si vuole conservare quello vero, e le corone per le bambine. Ognuno di questi è piccolo, e sommati fanno una cifra che sorprende chi non li aveva messi in conto.
La chiesa
Qui si spende molto e si vede poco, ed è il punto dove si può tagliare con più intelligenza.
La cerimonia dura quaranta minuti e gli ospiti guardano avanti. Gli addobbi laterali lungo tutta la navata vengono notati da pochi. Concentrare tutto sull’altare e sui primi due banchi dà lo stesso effetto nelle foto a una frazione dello sforzo.
Molte parrocchie hanno regole proprie su cosa si può appoggiare e dove, e alcune chiedono che i fiori restino dopo la cerimonia. Vale la pena chiedere prima invece di scoprirlo il giorno stesso.
Il ricevimento
I centrotavola seguono la stessa regola dei pranzi di famiglia: sotto i venticinque centimetri o sopra i sessanta, mai in mezzo, altrimenti gli ospiti si parlano intorno ai fiori.
Il tavolo degli sposi merita qualcosa in più perché finisce in molte fotografie. Il tavolo del taglio della torta e quello dei confetti si possono risolvere con composizioni piccole.
Una scelta che funziona: pochi tavoli con composizioni importanti e gli altri con un elemento minimo ripetuto. L’occhio percepisce la ricchezza dell’insieme senza contare tavolo per tavolo.
La stagione decide più di quanto pensi
Sposarsi a maggio o a settembre significa avere quasi tutto di stagione e in ottima qualità. Sposarsi a gennaio o ad agosto significa che molti fiori arrivano da lontano.
Le peonie sono il caso classico: le vogliono quasi tutte le spose, e si trovano bene solo per poche settimane fra la primavera e l’inizio dell’estate. Fuori stagione arrivano, ma la resa è diversa.
Chi accetta di lavorare con quello che la stagione offre ottiene fiori migliori e un risultato più coerente.
Le prove e i tempi
Il bouquet si prova. Una prova con i fiori veri, con l’abito addosso o almeno con una foto dell’abito, evita le sorprese del giorno.
Per le date molto richieste, i sabati di maggio, giugno e settembre, conviene bloccare il fiorista con mesi di anticipo. Non per i fiori, che si comprano pochi giorni prima, ma per la disponibilità del laboratorio in quella giornata.
Le composizioni che restano
Molte spose vogliono conservare qualcosa. Il bouquet si può essiccare, e in parte mantiene la forma. Chi lo sa in anticipo può farsi preparare una copia in seta identica da tenere, e lanciare o essiccare quello vero.
Le nostre composizioni in seta nascono anche per questo genere di richieste.
Seguiamo matrimoni nel Monferrato astigiano e nei comuni intorno a Piovà Massaia. Per un preventivo servono data, luogo della cerimonia, numero di tavoli e una foto dell’abito. Il numero è 340 571 8094.
Per farti un’idea del nostro stile guarda i bouquet e le occasioni speciali.
