L’onomastico è una festa che si sta perdendo, e che nelle generazioni sopra i sessant’anni resiste ancora bene. Nei paesi del Monferrato ci sono persone che festeggiano il santo più del compleanno, e che si accorgono benissimo se nessuno se lo ricorda.
Perché conta
Nella tradizione cattolica italiana il nome di battesimo lega la persona a un santo, e il giorno di quel santo era una ricorrenza almeno pari al compleanno. Molti nostri nonni hanno ricevuto auguri per l’onomastico tutta la vita.
Il valore del gesto oggi sta proprio nel fatto che quasi nessuno lo fa più. Chi si ricorda dell’onomastico di una persona anziana le dice, senza doverlo spiegare, che la conosce davvero.
Il mazzo giusto è piccolo
L’onomastico non è il compleanno, e un bouquet importante è fuori misura. La forma tradizionale è un mazzo contenuto, spesso portato a mano, che si mette in un vaso da cucina.
Tre o cinque steli ben scelti fanno il lavoro meglio di venti. Le fresie, le rose singole, i tulipani in primavera, i garofani che nella tradizione italiana hanno un posto che il gusto contemporaneo ha ingiustamente dimenticato.
I santi che muovono più fiori
Alcuni giorni sono onomastici di massa. San Giuseppe a marzo, che coincide con la festa del papà. Sant’Anna a luglio. San Giovanni a giugno. Santa Maria ad agosto, che nelle famiglie italiane copre una quantità enorme di persone.
In quelle date i fioristi di paese lavorano più del solito, e chi ordina all’ultimo minuto lo scopre.
Cosa portare a una persona anziana
La composizione già sistemata batte il mazzo, per una ragione pratica: chi ha ottant’anni e le mani meno ferme fatica a tagliare gli steli e a riempire un vaso pesante.
Un contenitore basso, stabile, con i fiori già disposti, si appoggia sul tavolo e resta lì. Il cestino fiorito è pensato per questo uso.
Anche una pianta fiorita funziona bene, e nelle case dove c’è un balcone diventa qualcosa di cui prendersi cura.
L’onomastico in ufficio
In alcune realtà lavorative italiane, soprattutto nelle aziende familiari, l’onomastico del titolare è ancora una data che si segna. Un mazzo semplice sulla scrivania o una pianta per l’ufficio sono la formula più usata.
Qui il registro deve restare sobrio: niente fiocchi, niente colori troppo dichiarati.
Se non sai quando cade
Il calendario dei santi è facile da controllare, e vale la pena farlo per le persone anziane della famiglia. Molte custodiscono quella data più di quanto lascino capire.
Se scopri di essere in ritardo, i fiori in ritardo restano meglio di nessun fiore. Il giorno dopo va benissimo.
I fiori della tradizione
Il garofano merita una riabilitazione. Per decenni è stato il fiore degli auguri in Italia, poi il gusto lo ha associato ai mazzi di scarsa qualità e oggi molti lo evitano. Dura due settimane nel vaso, ha un profumo speziato riconoscibile e nelle varietà buone è bellissimo.
Anche le fresie appartengono a questa tradizione. Profumano in modo intenso e in un piccolo mazzo si sentono in tutta la stanza.
Chi vuole restare sul classico assoluto sceglie una rosa singola, che nel gesto dell’onomastico ha un peso diverso da quello che ha a San Valentino.
Quando l’onomastico coincide con il compleanno
Capita nelle famiglie che sceglievano il nome del santo del giorno di nascita, ed era una consuetudine diffusa fino a qualche generazione fa.
In quei casi il regalo si unifica, e conviene alzare il registro: due ricorrenze insieme meritano un mazzo vero invece di tre steli.
Il biglietto
Poche parole bastano. Buon onomastico, con il nome del santo, e il tuo nome. Nella tradizione questo è sempre stato un gesto leggero, e caricarlo troppo lo snatura.
Componiamo mazzi piccoli e composizioni da tavolo tutti i giorni di apertura, dal martedì al sabato, nel laboratorio di Via Asti 6 a Piovà Massaia. Per una consegna nei comuni serviti chiama il 340 571 8094.
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