Ortensie: il colore che cambia con il terreno

L’ortensia è l’unico fiore comune il cui colore si può cambiare intervenendo sul terreno. Non è un trucco da vivaisti: è chimica, e funziona in giardino come in vaso.

Perché cambia colore

Il colore dipende dalla disponibilità di alluminio nel terreno, che a sua volta dipende dall’acidità.

In un terreno acido, con pH sotto il sei, l’alluminio è disponibile e i fiori virano al blu. In un terreno alcalino, sopra il sette, l’alluminio resta bloccato e i fiori diventano rosa.

Nelle vie di mezzo si ottengono i lilla e i violetti, e capita che sulla stessa pianta convivano fiori di colore diverso.

Le ortensie bianche fanno eccezione: non contengono i pigmenti coinvolti e restano bianche qualunque cosa si faccia.

Come si fa virare al blu

Si acidifica il terreno con solfato di alluminio, disponibile nei consorzi agrari, sciolto in acqua e somministrato più volte durante la stagione.

Il processo è lento e va cominciato in autunno o a fine inverno, prima che si formino i boccioli. Un intervento a fiori già aperti non produce nessun effetto su quella fioritura.

Al contrario, per virare al rosa si aggiunge calce, che alza il pH.

L’acqua conta quanto il terreno: annaffiare con acqua di rubinetto molto calcarea rende alcalino qualsiasi terreno nel giro di stagioni. Chi vuole il blu usa acqua piovana.

Il fiore che non è un fiore

Anche qui, come nella calla, quello che vediamo non è il fiore. Le grandi teste colorate sono formate da sepali, e i fiori veri sono minuscoli e stanno al centro di ogni gruppetto.

È il motivo per cui l’ortensia dura tanto: i sepali sono strutture più resistenti dei petali.

Recisa, la sete è il problema

L’ortensia recisa beve moltissimo attraverso lo stelo legnoso, e appassisce in poche ore se resta fuori dall’acqua.

Lo stelo va tagliato obliquo e, secondo un metodo tradizionale, inciso verticalmente per un paio di centimetri alla base per aumentare la superficie di assorbimento.

Le foglie vanno tolte quasi tutte: sono grandi e traspirano tanta acqua da lasciare a secco il fiore.

Il trucco per rianimarla

Quando un’ortensia si affloscia sembra finita e quasi sempre non lo è. L’ortensia assorbe acqua anche dai sepali, non solo dallo stelo.

Si immerge tutta la testa del fiore in una bacinella d’acqua fredda, capovolta, per venti o trenta minuti. Poi si ritaglia lo stelo e si rimette nel vaso.

Nella maggior parte dei casi il fiore si riprende completamente. È un metodo che funziona anche due o tre volte sullo stesso fiore.

La stagione

Da giugno a settembre per quelle da giardino, con il periodo migliore a luglio. Le ortensie da recisione si trovano in un arco più lungo perché arrivano anche da coltivazioni protette.

A fine estate i fiori virano naturalmente verso tonalità antiche, verdi e ruggine. In quel momento si prestano bene all’essiccazione: lasciate seccare in un vaso senza acqua mantengono la forma per mesi.

Nelle composizioni

Una sola testa di ortensia riempie quanto dieci rose, ed è per questo che si usa nei centrotavola e nelle composizioni grandi.

Il volume che porta va gestito: accanto a fiori piccoli li schiaccia. Funziona meglio con fiori di dimensione media e forme diverse, come le rose e il lisianthus.

Nella stagione le usiamo nelle composizioni grandi e nei centrotavola, dove il volume conta. Per sapere cosa abbiamo chiama il 340 571 8094.

Guarda le composizioni.

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