Pasqua cade in mezzo alla primavera, e per un fiorista è il periodo più facile dell’anno: quasi tutto quello che serve è di stagione e arriva bene.
Le occasioni sono due e chiedono cose diverse. C’è la tavola di casa propria, e c’è il regalo per chi ti ospita.
Il centrotavola che non dà fastidio
L’errore più comune è l’altezza. Una composizione alta al centro del tavolo costringe le persone a sporgersi per parlarsi, e a un pranzo pasquale che dura tre ore diventa un problema serio.
La regola pratica è semplice: sotto i venticinque centimetri, oppure sopra i sessanta con uno stelo sottile che lasci passare lo sguardo. Le altezze intermedie sono quelle che infastidiscono.
Anche la larghezza conta. Su un tavolo lungo funzionano meglio tre composizioni piccole in fila che una grande al centro: si vedono da ogni posto e si spostano facilmente quando arrivano i piatti.
Il profumo, che a tavola è un problema
I fiori molto profumati vicino al cibo confondono i sapori. Gigli, giacinti e fresie in una stanza chiusa coprono il profumo di quello che stai mangiando.
Per la tavola meglio i fiori senza profumo forte: tulipani, ranuncoli, anemoni, gerbere. Il profumo lo lasci all’ingresso o al salotto.
I fiori della stagione
A Pasqua sono al massimo i tulipani, i narcisi, i giacinti, le fresie, i ranuncoli e le prime peonie nelle annate precoci.
Fra le piante, l’azalea e la primula sono quelle che si vedono di più sui tavoli italiani. La calla bianca dà un tono più formale a chi apparecchia bene.
I rami sono un’idea che pochi usano e che funziona benissimo: rami di pesco o di ciliegio in un vaso alto, ancora in boccio, che si aprono nei giorni successivi.
Cosa portare a chi ti ospita
Il pranzo di Pasqua è quasi sempre a casa di qualcun altro, e presentarsi con qualcosa è la regola.
Il mazzo incartato mette in difficoltà chi apre la porta: deve trovare un vaso mentre ha le mani in pasta. Una composizione già sistemata in un contenitore si appoggia e basta.
Il cestino fiorito nasce per questo, e la borsetta floreale è la versione che si porta a mano senza sembrare un regalo di circostanza.
I colori della tavola pasquale
La tradizione italiana sta sui toni chiari e freschi: bianco, giallo tenue, verde, rosa pallido. Sono gli stessi colori della stagione, quindi il centrotavola dialoga con quello che si vede fuori dalla finestra.
Il rosso a Pasqua stona quasi sempre, perché appartiene al registro natalizio. Il viola scuro appesantisce. Chi vuole un tono più deciso può lavorare sull’arancio dei ranuncoli, che resta primaverile.
Se la tovaglia è colorata o a fantasia, conviene tenere i fiori su una gamma sola. Due elementi decorati che competono fra loro fanno confusione.
La colomba, l’uovo e i fiori
Sulla tavola pasquale i fiori convivono con altri oggetti decorativi che arrivano da soli: le uova, la colomba, i rametti d’ulivo della domenica prima.
Tenerne conto evita l’affollamento. Se al centro c’è già un cesto di uova decorate, i fiori vanno ai lati e restano bassi. Se invece la tavola è sobria, la composizione può prendersi la scena.
Le composizioni che restano
Chi apparecchia lo stesso tavolo ogni anno spesso preferisce qualcosa che non vada buttato il martedì dopo. Le composizioni in seta di buona qualità reggono anni e si tirano fuori a ogni ricorrenza.
Il centrotavola con cilindro in vetro lavora su questa idea. La sezione completa è quella delle composizioni in seta.
Quando ordinare
La settimana santa concentra le richieste sul giovedì e sul sabato. Prenotare con qualche giorno di margine assicura i fiori che vuoi e una consegna in un orario comodo invece che a ridosso del pranzo.
Prepariamo centrotavola su misura del tuo tavolo: se ci dici quante persone siete e quanto è lungo, ti proponiamo l’altezza giusta. Il numero è 340 571 8094.
Le composizioni pronte sono qui.
