Un mazzo dura una settimana, una pianta fiorita dura mesi. È l’argomento che convince quasi tutti, e ha una controindicazione che nessuno dice: la pianta chiede qualcosa a chi la riceve, il mazzo no.
Regalare una pianta a una persona che non ne ha mai tenuta una in vita significa consegnarle anche un piccolo senso di colpa per quando morirà.
L’orchidea Phalaenopsis
È la pianta fiorita più regalata in Italia e ci sono buone ragioni. I fiori durano dai due ai tre mesi, sta bene in qualsiasi arredamento, e chiede meno acqua di quanto la gente creda.
Le annaffiature vanno fatte una volta a settimana d’estate e ogni dieci o quindici giorni d’inverno, immergendo il vaso per qualche minuto e lasciando poi scolare tutto. Le radici verdi diventano argentate quando è ora di bagnare.
Abbiamo la bianca, la fucsia e la rosa. Come farla rifiorire lo spieghiamo nella guida dedicata.
La guzmania
La bromelia con la rosetta di foglie e l’infiorescenza rossa o arancione al centro. Il fiore dura mesi e la pianta non chiede quasi nulla.
Ha una particolarità che spiazza chi non la conosce: si annaffia al centro della rosetta, non nel terriccio. In natura raccoglie l’acqua piovana lì dentro.
Dopo la fioritura la pianta madre muore lentamente, ed è normale. Alla base produce nuovi germogli che si possono separare e rinvasare. La teniamo ed è una delle più richieste.
L’azalea
Fioritura primaverile abbondantissima, dal bianco al fucsia. È bellissima e va detto che è anche la più esigente di questo elenco.
Vuole terriccio sempre umido, acqua non calcarea e ambiente fresco. In una casa riscaldata a ventidue gradi soffre, e i boccioli cadono senza aprirsi.
Chi ha un balcone al fresco la tiene per anni. Chi la lascia in salotto la perde in un mese.
Il ciclamino
Fiorisce d’inverno, quando quasi tutto il resto riposa, e per questo è la pianta delle feste e della commemorazione dei defunti.
Vuole freddo. Un ciclamino in una stanza calda si affloscia e non si riprende. Sui balconi e sui davanzali esterni dura tutta la stagione.
Si annaffia nel sottovaso e mai sul tubero centrale, che marcisce con facilità.
Quale regalare a chi
Per chi non ha mai tenuto piante: guzmania o orchidea. Sono le due che perdonano di più e che restano belle anche trascurate.
Per chi ha il balcone e ci passa tempo: azalea, ciclamino in stagione, o qualsiasi cosa da mettere a dimora.
Per un ufficio: orchidea, che regge la luce artificiale e le chiusure del fine settimana.
Per una casa con bambini piccoli o animali: attenzione alla tossicità. Le orchidee non sono tossiche, altre piante comuni sì.
Il vaso in cui arriva
Quasi tutte le piante fiorite si vendono nel vaso di coltivazione, che è di plastica e serve alla serra, non a chi la riceve. Un coprivaso in ceramica o in vimini cambia completamente l’aspetto del regalo.
La cosa da non fare è rinvasare subito. La pianta ha appena cambiato ambiente e aggiungere un trauma alle radici nello stesso momento è il modo più rapido per farle cadere i fiori.
Il vaso di coltivazione si infila dentro il coprivaso e si toglie al momento di annaffiare. È più pratico e più sicuro.
Quanto durano davvero
Le durate che si leggono in giro sono quelle in condizioni ideali, e le case non lo sono quasi mai.
Un’orchidea in una stanza fresca e luminosa tiene i fiori due o tre mesi. La stessa orchidea in un salotto a ventitré gradi con poca luce li tiene sei settimane.
La temperatura conta più di tutto: il caldo accelera il ciclo del fiore e lo consuma prima. Chi vuole far durare una pianta fiorita la tiene nella stanza meno riscaldata della casa.
Cosa dire quando la consegni
Due frasi sulle cure fanno la differenza fra una pianta che vive e una che muore in tre settimane. Quanta acqua, ogni quanto, e dove metterla.
È anche il modo per togliere a chi riceve l’ansia di sbagliare, che è la ragione per cui molte persone dicono di non essere capaci con le piante.
Quando consegniamo una pianta spieghiamo sempre come si cura, e se serve lo scriviamo su un biglietto che resta nel vaso. Chiama il 340 571 8094 per sapere cosa abbiamo in fiore in questo periodo.
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