Ci sono due situazioni in cui le persone mandano fiori senza che ci sia una ricorrenza: per dire grazie e per chiedere scusa. Sono le occasioni in cui la scelta conta di più, perché il messaggio deve arrivare senza equivoci.
Il ringraziamento
Si manda a chi ha fatto qualcosa che andava oltre il dovuto. Il vicino che ha tenuto il cane per una settimana, la collega che ha coperto un turno impossibile, l’amica che è venuta in ospedale ogni giorno.
Il registro giusto è caldo e non sfarzoso. Un mazzo enorme per un favore piccolo mette a disagio, perché sembra chiedere qualcosa in cambio o pareggiare un conto.
Funzionano bene i colori allegri e le composizioni di media dimensione. Sole Gentile è quello che consegniamo più spesso con questa motivazione.
Attenzione ai colori che dicono altro
Le rose rosse per ringraziare una collega creano un equivoco che poi va spiegato. Il rosso in Italia dice amore, punto.
Lo stesso vale per le composizioni troppo romantiche mandate a una persona con cui il rapporto è di amicizia o di lavoro. La gentilezza si esprime meglio con il giallo, l’arancio, il rosa chiaro, il bianco.
I crisantemi, ovviamente, sono da escludere in qualsiasi contesto che non sia il lutto.
Le scuse
Qui il gesto è più delicato e va detta una cosa scomoda: i fiori da soli non risolvono niente. Chi li riceve dopo un torto vero li legge come un tentativo di comprare il perdono, se non c’è dell’altro.
Funzionano quando accompagnano una conversazione che è già avvenuta, o che sta per avvenire. Sono un modo per dire che ci stai pensando, non un modo per evitare di parlarne.
Cosa scegliere per scusarsi
Il registro deve essere sobrio. Niente colori accesi, niente grandi volumi, niente fiocchi appariscenti.
I toni chiari e delicati funzionano meglio: bianco, crema, rosa pallido, verde. Un mazzo composto bene e di dimensione contenuta dice più di uno grande.
Il fiore preferito della persona, se lo conosci, batte qualsiasi altra scelta. Dimostra attenzione, che è esattamente la cosa che manca quando si fa un torto.
Il biglietto, che qui conta più dei fiori
In entrambe le situazioni il messaggio scritto è la parte importante, e i fiori sono l’involucro.
Per ringraziare conviene essere specifici. Grazie per quella settimana funziona meglio di grazie di tutto, perché dimostra che ti ricordi cosa è successo.
Per scusarsi, le formule che spostano la responsabilità peggiorano le cose. Mi dispiace se ti sei sentito ferito dice una cosa diversa da mi dispiace, ho sbagliato. Chi legge sente la differenza subito.
Quando arrivano
Per i ringraziamenti il tempismo è largo: vanno bene anche settimane dopo, e anzi arrivare quando la persona non se lo aspetta più aumenta l’effetto.
Per le scuse invece il tempo stringe. Un mazzo che arriva il giorno dopo dice una cosa, uno che arriva due settimane dopo ne dice un’altra e non è buona.
Dove farli arrivare
A casa, quasi sempre. L’ufficio va bene per i ringraziamenti, dove il pubblico aggiunge qualcosa al gesto.
Per le scuse invece il pubblico è controproducente: mette la persona nella posizione di dover reagire davanti agli altri, e nessuno vuole questo.
Scriviamo noi il biglietto con le parole che ci detti, e consegniamo nei comuni serviti della provincia di Asti. Se non sai come formularlo, al 340 571 8094 ne parliamo.
I bouquet sono qui.
