Il bianco è il colore che i clienti scelgono quando non vogliono sbagliare. Funziona quasi sempre, ed è proprio per questo che un bouquet bianco fatto male si nota più di uno colorato fatto male: se togli il colore, resta solo la composizione.
Dove il bianco è la scelta naturale
Le cerimonie religiose, prima di tutto. Matrimoni, battesimi, comunioni: il bianco è il colore del rito e nessuno lo mette in discussione.
Poi il commiato, dove il bianco è la scelta prevalente in Italia. Ne parliamo nella guida sui colori dell’ultimo saluto.
E infine le case dagli arredi essenziali, dove un mazzo colorato stona e uno bianco entra come se ci fosse sempre stato.
Il problema della freddezza
Un mazzo tutto bianco può risultare gelido, soprattutto se i fiori scelti hanno forme rigide e la luce dell’ambiente è fredda.
Il rimedio più semplice è lavorare sulle sfumature invece che sul bianco puro. Il panna, l’avorio, il bianco che vira al verde nelle rose appena aperte. Messi insieme creano profondità dove il bianco assoluto crea una superficie piatta.
Il secondo rimedio è il verde. Un bianco accompagnato da eucalipto o da fogliame chiaro respira, mentre un bianco solo diventa una massa.
I fiori bianchi che funzionano meglio
Le rose bianche sono la base di quasi tutti i bouquet chiari e hanno una durata affidabile. Il mazzo di rose bianche è la versione più semplice e più richiesta.
Il lisianthus bianco ha petali leggermente ondulati che catturano la luce in modo diverso dalla rosa, e in un mazzo misto porta movimento.
La calla bianca dà linee nette e un tono formale. La gypsophila alleggerisce e riempie i vuoti. Le margherite portano un registro più informale e allegro.
Il giglio bianco è il più scenografico e il più problematico, per via del profumo intenso e del polline che macchia.
Il bianco negli spazi
La luce dell’ambiente cambia completamente la resa. In una stanza con luce naturale abbondante il bianco brilla. Sotto una lampadina a luce calda vira verso il giallo e perde nitidezza.
Nelle case con pareti bianche e mobili chiari un mazzo bianco rischia di sparire. In quei casi il verde diventa indispensabile per creare stacco.
Quando il bianco non è la scelta giusta
Per un compleanno di una persona esuberante il bianco dice poco. Per una guarigione può risultare clinico, in una stanza già bianca. Per un ringraziamento caloroso il bianco è troppo composto.
In tutti questi casi conviene spostarsi sui colori. Ne parliamo nelle guide sui bouquet colorati e su quelli pastello.
Il bianco che vira
Chi compra fiori bianchi si aspetta che restino bianchi, e non sempre succede. Alcune varietà di rosa aprono con una punta di verde al centro, che poi svanisce. Altre, invecchiando, prendono una sfumatura rosata sui bordi dei petali.
Non è un difetto e nemmeno un segno di scarsa qualità. È il comportamento naturale del fiore, e chi lo sa in anticipo lo apprezza invece di preoccuparsene.
Quello che invece indica un fiore stanco è il bordo che diventa trasparente o marrone. Quella è disidratazione, e va tolto il petalo esterno appena compare.
Come farlo durare
I fiori bianchi hanno un problema che gli altri non hanno: si sporcano visibilmente. Un petalo urtato ingiallisce e si vede subito, mentre su un fiore rosso lo stesso danno passa inosservato.
Vanno quindi maneggiati poco, tenuti lontani dalla frutta che rilascia etilene, e i petali esterni rovinati vanno tolti appena compaiono.
L’acqua va cambiata ogni due giorni. Nell’acqua torbida i gambi bianchi mostrano subito la sofferenza.
Componiamo bouquet bianchi per cerimonie e per la casa nel laboratorio di Piovà Massaia. Se ci dici dove finirà il mazzo e con che luce, ti aiutiamo a scegliere fra bianco puro e tonalità più calde. Il numero è 340 571 8094.
Guarda i bouquet.
